Congratulazioni, nonna fiorellino!!!

Postato da rosigna

Ebbene si’ … E’ NATO!!!

La nostra amata fiorellino e’ diventata nonna!!!

Le porgiamo i nostri piu’ affettuosi auguri per questo avvenimento cosi’ importante … e gli auguri ovviamente vanno a tutta la sua famiglia!!!

Rimaniamo in attesa di gioiosi e meravigliosi aggiornamenti!!!

Ancora tanti tanti auguri!!!!

Torta Angelica Rustica di Romina (estrelia14)

Pubblicato da rosigna

E’ da qualche settimana che non mi cimento con qualcosa di “laboriosamente” lievitato. Allora ieri ho pensato: perche’ non rifare

l’ Angelica Rustica di Romina???

Stamattina quasi quasi non vedevo l’ora di alzarmi per iniziare!!!

Questo e’ il risultato:

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La dedico a Romina, perche’ questa ricetta e’ a pieno diritto sua, perche’ lei per prima, partendo dalla ricetta dell’Angelica dolce delle sorelle Simili, ha avuto l’idea di provarne una versione salata …

Romy sei un mito di donna!!!

Se volete la ricetta (e, ovviamente, vederne una moooooolto piu’ bella) … passate in panetteria 😛

Un incontro al sapore di baba’ :)

Postato da rosigna

Domenica 25 gennaio 2009 … una domenica come tante, se non fosse che finalmente, dopo giorni piovosi e nebbiosi, e’ tornato il sole!!!! Il sole ha portato con se’ in casa mia due suoi raggi splendenti!!

Il primo raggio si chiama Flora, alias ranokkietta, e’ una mia carissima amica, anzi, molto piu’ di un’amica, per me in realta’ e’  come una sorella. Finalmente Flora ha preso coraggio … e anche lei si e’ cimentata in uno dei dolci che a Napoli e’ un must (dimenticavo, anche lei e’ una napoletana a Milano …) e cioe’ il BABA’!!! Devo proprio dirvi che come primo esperimento e’ andata benissimo … ci siamo proprio consolati e, ovviamente, abbiamo bissato alla grande!!!

Ecco il baba’ … presto Flora postera’ la ricetta, cosi’ se volete provare pure voi … poi mi saprete dire 😉

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Eccone una fetta …

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Il secondo raggio di sole che questa domenica mi ha regalato … beh … e’ stata …

ROBERTA, alias SNUPYNA!!!

Penso che e’ proprio una fortuna essere di Napoli e abitare a Milano … sto conoscendo tante persone fantastiche (in realta’ lunedi’ scorso ho conosciuto anche Silvia alias Birba, ma li’ altro che sole … diluviava che Dio la mandava … per cui magari un resoconto scritto lo faremo quando le condizioni al contorno saranno migliori …)

E’ stato un pomeriggio fantastico, i protagonisti assoluti sono stati il baba’ … e la cucina … se ne scoprono di cose in comune in questi casi!!!

Pero’ dobbiamo anche dire che c’e’ una persona che sicuramente dobbiamo ringraziare per questo incontro … come dobbiamo anche dire che questa persona era come presente tra di noi, anche se purtroppo non siamo riusciti a contattarla (Romina … dov’eri????)

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Nota di colore personale .. ieri mi sono cimentata con lo sfincione di San Vito … e questo e’ il risultato!!!

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La ricetta del pandoro di Pat

Postato da rosigna

Eccomi finalmente con la ricetta ….

La ricetta originale e’ stata presa dal libro “Le Ricette Regionali Italiane” e le dosi indicate sono valide per un pandoro da 750 grammi.

Innanzitutto bisogna armarsi di tanta tanta pazienza … i tempi indicati per le lievitazioni sono indicativi, tutto dipende dalla temperatura ambientale, ovviamente se fa freddo essi si allungano e per questo consiglio fin da subito di riscaldare il forno a 50 gradi, poi di spegnerlo e di tenerlo con la lucetta accesa, utilizzandolo per le lievitazioni. Questo io l’ho fatto solo per le ultime due … se lo avessi fatto da subito sicuramente avrei impiegato meno tempo. Per darvi un’idea io ho iniziato la preparazione alle 6:30 di sabato mattina e la mia ultima lievitazione e’ iniziata a mezzanotte di sabato. La cottura e’ avvenuta la domenica mattina. Purtroppo non ho fatto foto durante la lavorazione, per scaramanzia … le uniche foto fatte per le fasi “finali” le trovate nel post “Il pandoro di Pat”

Questo sono gli ingredienti (peso totale)

315 g di farina 00 ( di cui 37,5 manitoba)

125 g di burro circa (io ho usato quello morbido)

100 g di zucchero semolato

25 g di zucchero a velo

15 g di lievito di birra

4 uova

la scorza grattugiata di un limone

1 pizzico di vanillina

circa 50  g di panna fresca

Procedimento

Primo impasto

In un recipiente mescolare i 37,5 grammi di farina manitoba con 5 grammi di zucchero. Quindi sbricolare il lievito e aggiungere circa 1/2 tuorlo d’uovo (sbattere leggermente in un bicchiere il tuorlo intero e metterne circa la meta’ nell’impasto).  Bisogna impastare rapidamente, soltanto per amalgamare gli ingredienti. Nel caso in cui l’impasto sia troppo sodo si puo’ scegliere o di aggiungere un po’ di tuorlo d’uovo (da quello che e’ rimasto) oppure un po’ d’acqua (oligominerale. Io ho il depuratore dell’acqua, per cui ho usato quella del rubinetto).

Appena gli ingredienti risultano amalgamati, coprire il recipiente e metterlo in un luogo tiepido (a circa 18-20 gradi), oppure nel forno con la lucetta accesa.

Bisogna aspettare 2 ore, o comunque che il panetto sia raddoppiato.

Secondo impasto

Trascorso il tempo della prima lievitazione, riprendere il panetto ed aggiungervi 80 grammi di farina 00, 12,5 grammi di burro ammorbidito e 45 grammi di zucchero. Inoltre bisogna aggiungere quasi 2 tuorli (utilizzando la stessa procedura precedente. In pratica, se abbiamo conservato la rimanenza del tuorlo precedente, aggiungeremo quella piu’ un tuorlo intero).

Adesso bisogna lavorare bene gli ingredienti, amalgamandoli e quindi bisogna porre ancora il recipiente a lievitare in un luogo tiepido, oppure in forno, come prima.

Bisogna ancora aspettare 2 ore, o comunque il tempo necessario affinche’ l’impasto raddoppi. Tenete presente che a me sono state necessarie 3 o 4 ore a lievitazione …

Terzo impasto

Dobbiamo aggiungere 182, 5 grammi di farina, 20 grammi di burro (sempre ammorbidito), 37,5 grammi di zucchero, 1 uovo intero e 1 tuorlo. Bisogna ancora lavorare tutti gli ingredienti per amalgamarli bene e quindi bisogna ancora porre il recipiente a lievitare per altre 2 ore o comunque fino al raddoppio dell’impasto.

Quarto impasto

Adesso dobbiamo prendere l’impasto, porlo su un piano di lavoro ( o di una spianatoia) e, lavorandolo energicamente, bisogna aggiungere la scorza del limone, il pizzico di vanillina e la panna. Io non sono riuscita ad aggiungere tutta la panna, mi sembrava che l’impasto non ne volesse piu’, ma diciamo che ne ho messo la gran parte. La consistenza dell’impasto deve essere molto simile alla pasta di pane, soltanto un po’ piu’ morbida.

Fatto questo, dobbiamo sfogliare l’impasto. Bisogna pesare il panetto e per ogni chilo di pasta, dobbiamo calcolare 150 grammi di burro ammorbidito.

Tagliamo il burro a pezzetti, stendiamo l’impasto in un quadrato non troppo largo e ci mettiamo nel mezzo il burro. Pieghiamo sul burro l’impasto e stendiamo con il matterello. Quindi lo ripieghiamo ancora in tre parti e lo stendiamo nuovamente con il matterello. Ripetiamo questa operazione ancora una volta, lo pieghiamo e lo mettiamo in frigorifero per 30 minuti, avvolto in pellicola.

Dopo questo tempo, riprendiamo l’impasto e ripetiamo 2 volte l’operazione precedente. Ripieghiamo e mettiamo ancora in frigorifero per mezz’ora.

Durante questo tempo prendiamo uno stampo per pandoro e lo imburriamo. Quindi lo spolverizziamo con lo zucchero semolato rimasto (circa 20 grammi).

Dopo la mezz’ora, prendiamo l’impasto, lo mettiamo sul piano di lavoro e lo impastiamo con molta dolcezza, formiamo una palla e la facciamo rotolare per qualche minuto sul piano, delicatamente, senza schiacciare. Se durante questa operazione si rendesse necessario, spolverizziamo il piano con un po’ di farina.

A questo punto mettiamo la palla nello stampo. La palla deve arrivare a poco meno della meta’ dello stampo. Quindi mettiamo a lievitare in luogo tiepido finche’ non raggiunge il bordo dello stampo. Io ho messo in forno con la lucetta accesa per tutta la notte.

Quando l’impasto e’ lievitato fino al bordo dello stampo, accendiamo il forno a 190 gradi (ovviamente se l’impasto stava lievitando nel forno, bisogna toglierlo da esso mentre si riscalda …). Quando il forno e’ caldo mettiamo lo stampo e facciamo cuocere per circa 40 minuti, coperto con un foglio di carta alluminio.A meta’ cottura abbassiamo la temperatura a circa 150 gradi.

Quindi sforniamo e lasciamo raffreddare. Quando e’ freddo sformiamo e, prima di servire, cospargiamo con lo zucchero a velo.

…. e buon appetito!!!!

Il pandoro di Pat

Postato da rosigna

Si’ si’ … lo so … Natale e’ ormai solo un ricordo … e infatti volevo iniziare quest’anno “girafrittatico” pubblicando un’altra ricetta, decisamente piu’ salutare.

Pero’ poi e’ successo che, come ben sapete, durante il periodo natalizio sono stata per ben due volte ospite nella reggia della nostra adorata Romina. Si’, avete ragione, questo non c’entra niente con il pandoro, ma se avete la pazienza di aspettare un altro pochettino vi spieghero’ tutto.

Romina, tra i tanti doni che ha fatto alla mia famiglia, mi ha regalato lo stampo per fare proprio il pandoro. E secondo voi, lo stampo poteva mai rimanere inutilizzato fino al prossimo anno??? Mmm .. impossibile direi. E poi, sapete come si dice: “chi va con lo zoppo, impara a zoppicare” 🙂 Romina mi ha trasmesso un entusiasmo pazzesco verso i lievitati … e ormai anche mio marito si e’ rassegnato: appena Romina pubblica una ricetta, io DEVO provarla!!!

Il pandoro pero’, purtroppo, ancora non rientra nella sua offerta dolciaria.

Sapevo dell’esistenza di una ricetta di Patrizia … davvero, credetemi, basta guardare i loro blog e non si puo’ non rimboccarsi le maniche per cominciare a fare qualcosa di buono.

Solo che io non mi ritenevo proprio in grado di fare una cosa del genere … ero tentata di provare, ma il coraggio, stavolta, non era proprio dalla mia parte.

E’ capitato poi che era il compleanno di un mio carissimo amico, che adora il pandoro e sua moglie mi ha incoraggiato a provare.

Ma si’, mi sono detta, perche’ no?

Prima di iniziare, pero’ avevo bisogno della benedizione di Patrizia .. oltre ad alcuni fondamentali consigli per adattare la ricetta alle mie esigenze. Patrizia e’ stata gentilissima, mi ha dato il suo numero di telefono. L’ho chiamata la sera stessa e, in quella che e’ stata una piacevolissima conversazione, non si e’ risparmiata su consigli e suggerimenti. W Pat!!!

Grazie a lei e’ stato un successo!!! Certo, posso ancora migliorare perche’, con il senno di poi e visto il freddo di questi giorni, avrei fatto tutte le lievitazioni nel forno con la lucetta accesa, invece che soltanto le ultime due …

Queste sono le foto che testimoniano il risultato direi molto soddisfacente del mio tentativo!!! Riguardo alla ricetta, penso sia giusto che sia Pat a pubblicarla, visto che alla fine e’ praticamente sua!!!

Quando ho messo la pallina risultato delle 3 precedenti lievitazioni e della sfogliatura nello stampo per l’ultima e piu’ lunga lievitazione sabato sera scorso intorno a mezzanotte … sinceramente temevo che non sarebbe mai arrivato all’orlo dello stampo e invece, guardate qui!!!

dsc005051L’ho trovato cosi’ domenica mattina ed e’ stata una gioia. Questo che segue e’ invece il pandoro appena sfornato. Ovviamente non vi sto a descrivere il profumo che c’era in casa!!!

dsc005061… ed ecco il pandoro sformato

dsc005071Questo e’ invece l’interno … vi garantisco che il sapore e la consistenza non hanno niente a che vedere con i prodotti che troviamo nei negozi!!!

pandoro1Infine ecco il mio Tommy alle prese con una fetta … eh, la classe non e’ acqua!!! 😀

tommy_pandoro1Insomma … devo riprovarci … anche perche’ tutto il pandoro che e’ sopravvissuto all’attacco dei vandali e’ rimasto a casa dei miei amici … e una fettina, insomma, non e’ bastata per apprezzarlo in tutto e per tutto!!!

Ancora buon anno a tutte voi!!!

Versione amaretti, mele e marmellata della mia crostata

Postato da rosigna

Come vi dicevo e’ una versione meno goduriosa della mia crostata … ma e’ pur sempre buona anche perche’ l’accostamento mele e amaretti non e’ davvero male!!!

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Per prepararla vi occorrono:

Pasta frolla come in questa ricetta

Per il ripieno

2 o 3 mele, preferibilmente annurche, ma vanno bene anche le golden.

8 o 9 amaretti secchi

mezzo barattolo di marmellata di albicocche

zucchero a velo eventualmente per guarnire

Procedimento

Preparate le mele prima della pasta frolla. Sbucciatele e tagliatele a fettine molto sottili. Eventualmente, se volete, potete metterle a bagno nel rum per qualche minuto (io non lo faccio mai).

Accendete il forno a 180 gradi. Foderate una tortiera di circa 28 cm di diametro imburrata ed infarinata con circa i 3/4della pasta frolla che avete preparato. Sbriciolatevi gli amaretti. con_amaretti_mele-600-x-4501

Disponete le mele a raggiera. con_mele-600-x-450

Quindi distribuitevi la marmellata, cercando di stenderla bene. con_marmellata-600-x-450 Non riuscirete ad avere uno strato omogeneo, non preoccupatevi, va bene cosi’.

Con la pasta frolla rimasta fate delle strisce con cui decorerete la crostata.

Infornate per circa 45 minuti. Eventualmente iniziasse a colorire troppo nell’ultimo quarto d’ora di cottura abbassate la temperatura del forno a 150 gradi.

Quando la crostata e’ fredda potete cospargerla di zucchero a velo.

La mia crostata goduriosa

Postato da rosigna

Dopo le meraviglie di frugiter, da gustare nel nostro salotto, vi riporto in cucina … e vi propongo la mia crostata goduriosa, per adesso in versione crema e amaretti … poi aggiungero’ la versione mele, amaretti e marmellata di albicocche, che e’ pure buona, ma sicuramente meno goduriosa, per l’appunto.

una fetta di crostata goduriosa

una fetta di crostata goduriosa

Per prepararla vi occorrono:

per la pasta frolla

300 g di farina 00

2 cucchiai di fecola di patate

150 g di burro a temperatura ambiente

150 g di zucchero

1 uovo e 1 tuorlo

1 bustina di vanillina (oppure la scorza grattugiata di un limone non trattato)

1 cucchiaino raso di lievito per dolci

9 o 10 amaretti per il ripieno

per la crema

4 tuorli d’uovo

9 cucchiai di zucchero

5 cucchiai di farina

1 bustina di vanillina oppure qualche pezzo di scorza di limone non trattato

Procedimento:

La crema va preparata con un certo anticipo, in maniera tale che sia appena tiepida quando la pasta frolla e’ pronta per essere farcita.

Sbattete i tuorli con lo zucchero in una casseruola fino ad ottenere un composto abbastanza spumoso, aggiungete la farina, un cucchiaio alla volta. Quindi il latte un po’ alla volta e fate in modo che non ci siano grumi. Mettete la casseruola sul fornello, accendete e mescolate fin quando la crema non si addensa. Lasciate raffreddare.

dovete mettere la farina a fontana, attorno disporrete la fecola, lo zucchero e il burro a pezzetti. Nel centro metterete le uova, la vanillina (oppure il limone grattugiato) e il lievito.

Cominciate ad impastare facendo attenzione che l’albume dell’uovo non entri in contatto diretto con lo zucchero.

Impastate abbastanza rapidamente, ma fate assorbire bene le polveri all’impasto. impasto_frolla-600-x-4501

Una volta avuta la palla, lasciatela riposare, mentre imburrerete ed infarinerete una tortiera del diametro di 28 cm.

Accendete il forno a 180 gradi.

Dividete la palla di pasta frolla in due parti 1/3 e 2/3.

Stendetene la parte di 2/3 e foderate la tortiera aggiustando i bordi eventualmente.  Bucherellate un po’ con i rebbi di una forchetta. Ricoprite con gli amaretti sbriciolati conamaretti600-x-4501 e quindi con la crema concrema-600-x-450. Stendete la parte di 1/3, bucherellatela e ricoprite la crema.  primadiinfornare-600-x-4501Saldate i bordi e infornate per circa 1 ora.

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A me la pasta frolla non piace tanto scura, percio’ potete allungare il tempo di cottura per raggiungere la consistenza desiderata.

Potete guarnire a piacere con zucchero a velo e cannella, se vi piace.

Buona goduria!!!