Mille calorie a Nord Est: i Chiffeletti

Postato by Fra’ Puccino

kipfel

Volete dimagrire? Non mangiate i chiffeletti.

Si tratta di infatti di un dolce che riesce a mettere insieme l’apporto calorico delle patate, della farina, delle uova e dello zucchero, insieme ad una bella frittura.

Il nome chiffeletto (o chifeletto) in realtà è ambiguo, e i chiffeletti di cui parlo io, tipici di Trieste e zone limitrofe, non vanno confusi, ad esempio con i chiffeletti di Cansado che sono dei biscotti.

L’origine comunque risale ai turchi Kifel, arrivati a Trieste (forse) con la mediazione degli austriaci Kifpferl.

Ingredienti: 1 kg. di patate, 300 gr. di farina, 1 uovo, sale, acqua, zucchero.

Sbucciare e lessare le patate, poi passatele attraverso quello strumento arcaico chiamato “schiacciapatate”, da cui le patate escono a sfilacci. Mescolate il tutto con la farina, poi creare una specie di vulcano e farci cadere dentro il rosso dell’uovo.

Continuare a mescolare, fino a creare un impasto. L’impasto per fare gli gnocchi. Già, perchè fino ad adesso eravate ad un bivio, potevate fare gli gnocchi oppure passare ai chifeletti.

La tradizione infatti insegna che i chifeletti si fanno come dolce insieme agli gnocchi come primo. Tanto per restare leggeri.

Tornando alla ricetta,

una volta ottenuto l’impasto, selezionare la parte da destinare a chiffeletto, e quindi fare tanti filoni che poi taglierete in sezioni di dieci centimetri, da modellare a forma di cornetto (dal che si deduce che il chiffeletto porta bene).

Ed ecco il tocco finale, quello consigliato da Kate Moss.DSCN0099

Mettete dell’olio (di semi oppure d’oliva) in una padellona (non come quella mignon della foto), scaldatelo, e quindi immergete i cornetti. Quando saranno ben fritti, e il colore sarà passato da giallo chiaro a marroncino, i chifeletti saranno pronti. Per renderli migliori, si può spargere zucchero a velo.

Servire ancora caldi.

Nota bene: nelle foto ci sono solo due chiffeletti, perché li ho mangiati (in ossequio alla tradizione) dopo i gnocchi, ma non potevo mica ingrassare solo per fare le foto per il blog!

Amatriciana per dummies

Postato by Fra Puccino

amatrice

Poco tempo e scarsa voglia di impegnarvi? Ecco la ricetta della pasta all’amatriciana per risparmiare tempo e lavoro.

Attenzione: la ricetta parte dal presupposto che molti cucinano per uno e per due, e quindi è inutile fare ricette per 4 persone.   Al limite moltiplicate la mia ricetta x 2.

Ingredienti (per 2 persone):

250 grammi di pasta (va bene qualsiasi pasta, mica solo gli spaghetti o i bucatini; le pennette sono buone uguali ma io consiglio i rigatoni); cubetti di pancetta già pronti (per due persone è perfetta la confezione da 2 porzioni da 200 gr.); salsa di pomodoro, cipolla (meglio rossa) per il soffritto; olio d’oliva.  Ora, so bene che i puristi dicono che andrebbe il guanciale, e che si dovrebbe andare fino ad Amatrice, vicino Rieti, a comprarlo.  Voi fate come volete, io vi assicuro che il sugo viene benissimo anche con i cubetti di pancetta della coop.

Dunque, mettete già l’acqua e bollire e intanto mettete i cubetti di pancetta in un tegame e cuocete a fuoco lento (grande abbastanza per metterci poi anche la salsa); intanto che i cubetti cominciano a cuocersi, sciogliendo il grasso, tagliuzzate la cipolla per il soffritto; quando i cubetti sono pronti, metteteli in un piatto e preparate il soffritto, mettendo (nello stesso tegame, se non volete pulire troppe pentole) l’olio d’oliva e la cipolla, e facendo cuore a fuoco lento.

Da questo momento avete 15 minuti per unire pasta a sugo; se avete una pasta che cuoce in 15 minuti, e l’acqua sta già bollendo, questo è il momento per metterla nella pentola. Se no, aspettate 15 minuti – i minuti di cottura della pasta prescelta.

Bene, quando la cipolla imbiondisce (manco fosse britneyspears) rimettete dentro i cubetti, attendete uno o due minuti, e poi aggiungete la salsa di pomodoro. Quantità: ad occhio. Aggiungete magari un pizzico di peperoncino, e continuate a mescolare.

Alla fine scolate la pasta, conditela con il sugo (il mio consiglio: dopo averla scolata, versatela prima nel tegame e poi nei piatti) e la vostra pasta all’amatriciana è pronta.

Risultato finale: due sole pentole da lavare, e il minimo dello sforzo necessario. E un’ottima amatriciana, naturalmente.